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JPG o PNG: qual è la differenza?

JPG e PNG sono i due formati immagine più diffusi, e scegliere quello sbagliato significa testo sfocato o file inutilmente enormi. Ecco in cosa si differenziano, come ciascuno dei due comprime le immagini e quale usare in ogni situazione.

JPG vs PNG: il confronto in breve

JPG (JPEG)PNG
CompressioneCon perdita: i dettagli più fini vengono scartatiSenza perdita: ogni pixel viene conservato
TrasparenzaNoSì, anche con aree semitrasparenti
Dimensioni del file (foto)RidotteDiverse volte maggiori
Dimensioni del file (screenshot e grafiche)Spesso maggiori, con bordi sfocatiRidotte, con risultato perfettamente nitido
Modifiche ripetuteOgni salvataggio perde un po' di qualitàNessuna perdita
Ideale perFoto e scansioni di fotoScreenshot, testo, loghi, icone, grafici

In breve: JPG per le foto, PNG per tutto ciò che ha bordi netti, testo o trasparenza.

Come funziona la compressione JPEG

Il JPEG, standardizzato nel 1992, è costruito attorno al modo in cui vediamo. Separa la luminosità dal colore e di solito memorizza il colore a una risoluzione inferiore, perché l'occhio percepisce meno i dettagli cromatici. L'immagine viene poi suddivisa in blocchi di 8 × 8 pixel, ogni blocco viene trasformato in frequenze (una trasformata discreta del coseno) e i dettagli più fini vengono eliminati per arrotondamento: è l'impostazione della qualità a decidere quanto. Ciò che resta viene compresso con la codifica di Huffman.

Per le foto funziona sorprendentemente bene: con una qualità dell'85–90%, un JPG occupa una frazione dello spazio dell'immagine non compressa e appare identico. Intorno ai bordi netti e al testo, però, l'arrotondamento si nota sotto forma di blocchi e leggeri aloni, e ogni volta che un JPG viene modificato e salvato di nuovo si perde un altro po' di dettaglio.

Come funziona la compressione PNG

Il PNG è nato nel 1996 come successore del GIF libero da brevetti. Non scarta mai nulla: ogni riga di pixel viene prima trasformata da un filtro che prevede i pixel a partire da quelli vicini, e il risultato viene compresso con DEFLATE, lo stesso metodo usato dai file ZIP. Ampie aree di un solo colore, motivi ripetuti e bordi netti si comprimono benissimo; i dettagli casuali di una foto, invece, quasi per nulla.

Il PNG supporta il colore pieno fino a 16 bit per canale, un canale alfa per una trasparenza graduale e una modalità a tavolozza con un massimo di 256 colori per grafiche molto leggere.

Quando usare il JPG

Una qualità dell'80–90% è il compromesso ideale per la maggior parte degli usi.

Quando usare il PNG

E WebP, AVIF, HEIC e GIF?

Convertire JPG in PNG e viceversa

Da PNG a JPG: foto e immagini grandi diventano molto più leggere; le aree trasparenti vengono riempite con un colore di sfondo. Da JPG a PNG: si evitano ulteriori perdite quando continui a modificare un'immagine, ma non si recuperano i dettagli già eliminati dalla compressione JPEG, e il file diventa solo più grande. Entrambe le conversioni avvengono nel browser con i convertitori da PNG a JPG e da JPG a PNG di questo sito, anche per molti file insieme.

JPG, JPEG o JFIF?

Sono tutti lo stesso formato. JPEG è il nome dello standard (dal Joint Photographic Experts Group); .jpg si è diffuso perché le prime versioni di Windows consentivano solo estensioni di tre lettere; .jpeg e .jfif sono altre estensioni per gli stessi dati immagine. Rinominare un file dall'una all'altra non cambia nulla nell'immagine.

Domande frequenti

Il PNG ha una qualità migliore del JPG?

Il PNG è senza perdita, quindi non perde mai dettagli. Per le foto, però, un JPG con qualità dell'85–90% appare identico e pesa una frazione: per le foto il PNG non è «migliore», è solo più pesante.

Sul mio sito devo usare JPG o PNG?

Usa il JPG (o il WebP) per le foto e il PNG (o il WebP) per screenshot, grafiche e immagini con trasparenza. Per loghi e icone spesso la scelta migliore è l'SVG.

Convertire un JPG in PNG migliora la qualità?

No. Il PNG appare esattamente come il JPG: evita solo ulteriori perdite quando modifichi di nuovo l'immagine.

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